Pagina iniziale » Rocco Fierro – Informatica

Rocco Fierro – Informatica

Certo, ci si può innamorare di una persona conosciuta virtualmente su una chat… Ma, purtroppo, tante volte la verità vera è completamente diversa dalla verità virtuale…

Similar Posts

  • Anonimo – Informatica

    Virus informatici conosciuti:Virus Bobbit: Rimuove una parte vitale del vostro hard-disk, quindi la riattacca (ma quella parte non funzionerà mai più bene come prima).Virus Telecom: Ogni tre minuti vi ripete di che gran servizio stiate usufruendo.Virus Infostrada: Ogni tre minuti vi ripete che state pagando troppo per il servizio offertovi dal virus Telecom.Virus del Diritto alla Vita: Non vi permetterà di cancellare un file, qualunque sia l’età del file. Se tentate di cancellare un file, vi costringerà a vedere prima uno psicologo per cercare possibili alternative.Virus dell’FBI: Divide il vostro HD in centinaia di piccolissime unità, ognuna delle quali non fa praticamente niente, ma ognuna di esse pretende di essere la parte più importante del vostro computer.Virus ISTAT: Il 60% dei computer infettati perderà, nel 14% dei casi, il 38% dei dati in essi contenuti (con un margine di errore del 3.5 %).Virus Alitalia: Siete a Roma, ma i vostri dati sono ad Acapulco.Virus Freudiano: Il vostro computer è ossessionato dall’idea di sposare la sua scheda madre.Virus Tossico: I vostri programmi si bloccano ogni paio di minuti chiedendovi qualche spicciolo.Virus Elvis: Il vostro computer ingrassa, rallenta e diventa pigro, quindi si auto-distrugge. Ricompare presso supermercati, stazioni di servizio e fast-food in tutti gli Stati Uniti centrali.Virus Star Trek: Invade il vostro sistema in posti dove nessun virus era andato prima.Virus Assistenza Medica: Controlla il vostro computer per un giorno, non trova niente di guasto, e vi spedisce un conto di 3 milioni a casa.Virus Parlamentare: Il computer si blocca, lo schermo si divide in due ed appaiono messaggi su entrambi i lati del video che accusano del problema l’altro lato del video.

  • Albert-László Barabási – Informatica

    Il cyberspazio incarna la più alta libertà di parola. Qualcuno potrà sentirsi offeso, altri potranno apprezzarlo, ma il contenuto di una pagina web è difficile da censurare. Una volta lanciato in rete entra a disposizione di centinaia di milioni di persone. Un diritto d’espressione così illimitato, con dei costi di pubblicazione così bassi, fa del Web una grandissima manifestazione di democrazia. Tutte le voi hanno pari opportunità di ascolto, o almeno così predicano tanto i costituzionalisti quanto le riviste d’affari. Se il Web fosse una rete casuale, potremmo anche essere d’accordo con loro. Ma non lo è. Il risultato fu affascinante del nostro progetto di mappatura fu la scoperta di una totale assenza, nel Web, di democrazia, equità e valori ugualitari. Imparammo che l’unica cosa che la topologia di questa rete permette di vedere sono il miliardo di documenti ivi contenuti. Quando si considera il Web, la domanda fondamentale non è più se le nostre opinioni possono venire pubblicate: certo che possono e, una volta online, diventano accessibili a chiunque, in qualunque parte del mondo, con una semplice connessione Internet. Di fronte alla giungla di documenti che si aggiungono minuto pe minuto, la domanda cruciale è piuttosto la seguente: se lancio un’informazione in rete, qualcuno la noterà? Per esser letti bisogna essere visibili: una banale verità che vale tanto per gli scrittori quanto per gli scienziati. Sul Web la misura della visibilità è il numero di link. Più link puntano alla vostra pagina Web, più siete visibili.