Romano Prodi – Società
Gli immigrati sono parte del nostro futuro.
Gli immigrati sono parte del nostro futuro.
Il mondo è lo stesso per tutti noi e bene e male, peccato e innocenza, lo attraversano tenendosi per mano. Chiudere gli occhi di fronte a metà della vita per vivere in tranquillità è come accecarsi per poter camminare con maggior sicurezza in una landa disseminata di burroni e precipizi.
I nomi collettivi servono a fare confusione: “Popolo, pubblico…”. Un bel giorno ti accorgi che siamo noi; invece credevi che fossero gli altri.
Con tutta questa tecnologia e social network stiamo creando una generazione di frustrati e narcisisti con disturbi d’ansia? Forse.
Il mondo non ha alcuno scopo o significato all’infuori di quello che vi introduciamo noi.
Sulle psicosi io lo dico spesso: c’è sempre qualche termine che consente alla società di archiviare nel buon costume anche le faccende più scomode .
Nessuno può più parlare di “capitalismo straccione”. L’ottimismo per il futuro non è fuori luogo, ma ora serve il secondo sforzo: modernizzare il sistema-Paese.