Ronald Arbuthnott Knox – Morte
Ognuno è dispiaciuto di morire ma nessuno è dispiaciuto di essere morto.
Ognuno è dispiaciuto di morire ma nessuno è dispiaciuto di essere morto.
Si è tristi quando siamo lasciati da chi, per circostanze a noi nascoste, intraprende la dimensione ultra terrena. Lo sconforto e la solitudine per molti poi diventa un macigno.Credo che questa dimensione terrena ci leghi talmente tanto all’illusione materialistica, che perdiamo la consapevolezza della nostra origine, che è divina. Oltre la morte sicuramente c’è la vita.
Non si è soli quando qualcuno se n’è andato. Si è soli quando qualcuno non è mai arrivato.
La malattia, la follia e la morte, erano gli angeli neri che si affacciavano sulla mia culla.
Chilometri di secondi per ricercare la morte esatta.
La morte pone fine alla vita, ma fa nascere se stessa.
Accade tutto in un attimo, il tempo suona la mia ritirata cancellando dal mondo il mio fiato. Ti lascio niente, solo pagine accartocciate, fogli sporcati dall’inchiostro del mio cuore, versi di un’anima lasciati cadere lungo il cammino, che il vento sbatacchia contro le porte dell’infinito, ma nessuno le lascerà entrare, perché loro, non fanno rumore.