Rosanna Russo (RosEgypt) – Stati d’Animo
Nel mio cuore, il fluttuare discontinuo di intermittenze, tra gli alti e bassi della quotidianità.
Nel mio cuore, il fluttuare discontinuo di intermittenze, tra gli alti e bassi della quotidianità.
Mancanza. Una malattia che solo le tue labbra posson guarire.
Quanto basta per sentirmi felice? Tanto quanto per sentirmi triste. Pochissimo.
È strano come a volte da un piccolo frammento la mente torni a ritroso e ricostruisca pezzo per pezzo una sorta di puzzle mentale ed emozionale, come se partendo da una piccola cosa minuscola si aprisse poi un canyon gigantesco è strano come una persona che comunque è “estranea” a te e alla tua vita riporti alla luce proprio quella cosa in particolare, quel determinato giorno come una sorta di evento predestinato è strano ma bello.Alla fine mi ha fatto immensamente piacere rivedere ciò che è affiorato dai meandri della mia mente ringrazio la persona che involontariamente lo ha risvegliato in questa serata placida e di relax totale e ringrazio anche la persona che fu…
I silenzi di un cuore sono semplicemente il bisogno di dare respiro all’anima affannata che ha voglia di leggerezza.
È giunta la sera e guardo conmeraviglia il tramontoIl sole calando lentamentebacia l’orizzonte e guardandoil cielo le nuvole si tingono dirosso, come le gote di unaragazza a cui si è fatta unadomanda impertinente.Ormai è buio è guardo ilmare, tante piccole lucinesi riflettono nell’acquache ondeggiando dannol’effetto delle lamparesulle barche di notte,guida per i pescatori cheusciti a largo sanno beneche a volte il mare tradisce manon possono fare a meno diandarci, è un richiamo atavicoe sempre vivo.Mi sembra di sentire il suo odoreè il sale che mi riporta alla giovinezzaperduta ascoltando la risacca, uncanto melodico che risvegliapassioni sopite di un tempo lontano.Ora con la mente sono lì, e milascio cullare da questo dolcepensiero.
Quando scrivo mi spoglio, mettendo a nudo la mia anima senza vergognarmi di apparire banale e poi, mi rivesto con gli stracci dei ricordi che il tempo mi ha portato via per poi specchiarmi, credendo di indossare ancora un meraviglioso abito da sera. Quando scrivo riesco a dare liberamente spazio e vita alle emozioni, facendomi spesso del male, perché ogni volta finisco col ferirmi e forse, col ferire.