Rosario Bifulco – Social Network
Accontentarsi di quello che condividono gli altri su Facebook e non esplorare il web ti fa sentire come un abitante di un paesino di montagna che non scende mai in città.
Accontentarsi di quello che condividono gli altri su Facebook e non esplorare il web ti fa sentire come un abitante di un paesino di montagna che non scende mai in città.
L’amicizia è fatta di tanti sentimenti diversi: affetto, rispetto, stima, fiducia. E nessuno di questi lo si può ordinare, né comprare. Anche su Facebook l’amicizia si conquista, non si regala.
Facebook troppo spesso è un’arma a doppio taglio, è fatto di amicizie scritte, alcune portano alla voce, altre restano scritte, ma spesso scrivere cose e interpretarne altre è fin troppo facile e ciò che si costruisce faticosamente in tanto tempo, si distrugge in un attimo, ma se l’amicizia e il bene sono sani si troverà sempre il modo di salvarsi.
Voglio ricordare che essere famosi su Facebook è come essere Cenerentola nella fiaba: a mezzanotte tutto può finire.
Dedicata a tutti quei miserabili, pezzenti di cervello, che rubano nel web, nei siti, nei profili aperti, nelle pagine, le frasi che una persona dotata d’intelletto, sensibilità e capacità, scrive. “Io vi dico: vergognatevi”. Mettete il vostro nome, ma nome di che? Il nome del copia incolla, siete persone incapaci di pensare. Voi credete che non vi vediamo? Siamo pronti a difendere i nostri diritti, perché la vita è una e voi rubate il cuore alla gente, e imbrogliate tutti quelli che leggono le vostre frasi copiate. Vi nascondete come ladri.
Prima di Facebook e di Ask, esisteva il coraggio di guardarsi negli occhi e parlarsi.
Una costante della storia degli umani è che ai vertici delle organizzazioni statali, politiche, religiose, militari o commerciali, ci finiscano sempre dei folli, mitomani, inetti, imbecilli, corrotti. Oggi, grazie a Facebook e Twitter, finalmente possiamo capire come questo possa succedere.