Roser D’Onghia – Società
Il mondo è fatto di tanti, ma tanti pregiudizi.
Il mondo è fatto di tanti, ma tanti pregiudizi.
Guai a sottovalutare la rivolta di Chinatown.
Mi manca il mio ’68, il tempo ci ha cambiati ma non vinti. La mia generazione protestava affrontando il manganello spogliandosi nuda e mostrando le palle. Non avevamo bisogno di passamontagna e catene. Vestiti di fiori abbiamo cambiato il mondo. Purtroppo tutto cambia, noi siamo il passato ed i giovani d’oggi non getterebbero mai in terra i loro capi griffati.
Nord e Sud solita tiritera: Nord industrializzato, Sud sottosviluppato; nordisti puliti, sudisti sporchi. È ora di finirla, sfruttando il pregiudizio a danno di chi, ogni giorno, fatica non solo, per sopravvivere ma, per mantenere i contatti con la sua realtà.
Siamo ignari di essere custodi della propria salute, in un mondo che si ciba del nostro male.
Studiare, e continuare a studiare è un obbligo morale che abbiamo nei confronti delle grandi menti che hanno fatto progredire l’umanità.
Il sogno americano è, forse, una grande e luccicante illusione. La verità è che l’Europa è stata – ed è ancora – la culla della civiltà, e si è sempre distinta in ogni campo. Il nostro continente è un concreto esempio dell’ideale del “self-made”. Noi tutti siamo capaci di essere artefici di noi stessi, ma la modernità ci spaventa e al contempo ci impone di omologare il nostro essere ai modelli luccicanti del capitalismo, che è simbolo di quell’America la quale ci appare sempre più vicina di quanto in realtà non sia.