Rosita Matera – Frasi sulla Natura
Se la Bellezza potesse parlare, per parole avrebbe petali di rose, per voce l’acqua di un ruscello, per essenza un cielo d’estate.
Se la Bellezza potesse parlare, per parole avrebbe petali di rose, per voce l’acqua di un ruscello, per essenza un cielo d’estate.
Il sole giocava a nascondino. Era appollaiato dietro quella coperta blu, ma poi le stelle l’hanno trovato, ed ora giocano a rincorrersi nell’infinito del cielo. Il giorno, la notte.
Tiepidi raggi di sole; carezzevole marzo.
Spera sempre di avere gli occhi per poter vedere; o sarebbe proprio allora il momento in cui rimpiangeresti di non aver mai osservato.
Esistono tre tipi di fuoco, in natura. Il rosso fuoco che riduce in cenere, quello azzurro relativamente innocuo del fuoco di plasma, e quello devastante, terribile, pericoloso se usato male, del fuoco dello spirito, che la materia ha nella sua luce come energia, e che alla morte rilascia nella realtà circostante trasformandosi negli Elementi. Una energia simile, se troppa, mette la vita in discussione… indipendentemente dallo splendore che si ottiene come maschera, dai simulacri che si usano, depredandoli, per vivere a lungo, al riparo dal proprio male, dalla mortalità, che comunque restano, perché avere non è essere. Perciò la salvezza stava nella vita e non nella morte. E che speranza si può mai avere, se addirittura chi insegna la saggezza e la vita è il primo a negarle per interessi discutibili e irresponsabili.
È attraverso le leggi del caos che procede la natura. E l’antropologia.
Ero solo… la sua voce era imponente nel silenzio della spiaggia deserta, nel buio non coglievo lo stacco tra lui ed il cielo nel quale non risplendeva la luna, ma delle stelle di dimensioni incredibili…Nell’oscurità, la parte delle onde frontale mi appariva simile ad infinite strisce di schiuma color avorio che si rincorrevano e mi rincorrevano, come lunghissimi e sinuosi serpenti albini.Avevo l’impressione che dalla sua enormità potesse emergere un essere immenso da un momento all’altro, qualcosa di indefinibile ed amorfo come una creatura descritta nel Necronomicon da Lovecraft.Camminai sulla spiaggia per parecchi minuti, impossibilitato a distoglievi lo sguardo.Avanzavo faticosamente con un passo grottesco per i tacchi degli stivali che sprofondavano nella sabbia fine come zucchero…Il vento freddo mi scavava il viso e trasportava un odore penetrante e, per me, sconosciuto quanto attraente.