Sabrina Bertocchi – Vita
Come può il cielo non sorridere e piangere di noi esseri che camminando inciampiamo nei nostri stessi passi, piegandoci ci riallacciamo le stringhe per incampare nuovamente?
Come può il cielo non sorridere e piangere di noi esseri che camminando inciampiamo nei nostri stessi passi, piegandoci ci riallacciamo le stringhe per incampare nuovamente?
Se vogliamo cambiare “gli altri” e solo perché non siamo soddisfatti di noi stessi.
Quando vedo il sole mi viene in mente il mondo così come lo vedo. Il sole, la luna e le stelle diventano angeli che si muovono nell’aria, quando penso al mondo, sempre più antitetico rispetto a quello di una volta, mi viene in mente i vari cambiamenti che ha fatto l’uomo nel corso della storia. Mi viene in mente sempre più che ognuno di noi nasce con un proprio destino, dal giorno in cui nasce fino al giorno in cui muore. Questi cambiamenti delineano la nostra esistenza e ci accompagneranno per tutta la vita.
La natura imita se stessa. Un seme gettato in una buona mente porta dei buoni frutti; anche un principio gettato in una buona mente porta dei buoni frutti. Tutto è creato e condotto dallo stesso Maestro, la radice, il ramo, i frutti, i principi, le conseguenze.
Io non abito il mondo è il mondo ad abitare me. Io non tendo le mie braccia verso esso, cerco il punto giusto dove esso le tende a me. Io non cerco le persone, aspetto che loro mi camminino incontro e scelgo se proseguire accanto ad esse. Un tratto, una viaggio, un giorno o una vita non conta. Conta che posso scegliere con chi camminare e se non posso scegliere preferisco un cammino solitario a quello di convenienza.
Arriva un momento nella vita, in cui non ti è più concesso rimanere bambino.
Quando nella vita trovi un “problema” che ti fa paura, ti intimorisce; devi affrontarlo sempre con la morte nel cuore ed il sorriso sulle labbra!