Sabrina Priolo – Angelo
Dannato è l’angelo mioChe tenta di volare,mai vi riesce,dolorosamente cade.L’angelo mio è condannato ad avere le ali.
Dannato è l’angelo mioChe tenta di volare,mai vi riesce,dolorosamente cade.L’angelo mio è condannato ad avere le ali.
Molte volte parliamo di angeli, e spesso notiamo che non ci sono e molte delle…
Cerco il tuo volto, cerco la tua mano, per uscire fuori. Corro da un anglo a un altro per trovare la strada che mi porti fuori. Giorno dopo giorno cammino per le strade in cerca di te. Attimo per attimo sento la tua assenza. Cercami, trovami, angelo mio, che di te ho bisogno.
Nulla ci rende perfetti, ma con l’aiuto di un’angelo tutto si può perfezionare.
Io penso che gli angeli ci ascoltino, non importa dove siano, se in giro per il paradiso o nell’aria attorno a noi. Forse vedono qualunque cosa, più di quanto pensiamo; sentono i nostri sentimenti, capiscono il motivo dei nostri comportamenti. Non bisogna spiegare loro, sanno già cosa pensiamo, o cosa speriamo. Io penso che da lassù ci guardino, soprattutto quando soffriamo, e percepiscano il significato del nostro silenzio e di ogni nostra espressione. Forse, ci parlano, qualche volta, attraverso il linguaggio del silenzio.
Se dovessi chiedere ad un angelo la più bella parola udita sulla terra, direbbe: “la prima che ha pronunciato un bambino”.
Gli angeli ci passano accanto, ma noi facciamo fatica a riconoscerli. A volte hanno i volti scuri e trafiggono il nostro sguardo con i loro occhi, ma noi non lo vediamo. Altre volte ci rendono un sorriso che ci illumina il viso, altre volte la tristezza e le lacrime di un dolore. D’inverno come d’estate mangiano e bevono in nostra compagnia, raccontano l’allegria e ci vestono d’amore, pian piano si allontanano gridando i loro nomi che avvolti in un cielo scompaiono tra le nuvole.