Salvatore Bramante – Tempi Moderni
La nostra vita è appesa ad un filo… del computer.
La nostra vita è appesa ad un filo… del computer.
Ripensando a un anno fa, so per certo che rifarei tutto, ma con più grinta e più carattere, senza compromessi. Io sono come sono e non mi cambierò mai, è il mio sorriso adesso che deve ritornare sul mio volto. È come un puzzle di 3000 pezzi, ci vuole pazienza nel riordinarli e a suddividerli per colore e forma, per poi intersecarli fra loro, ma per fare questo occorre molto tempo. Il tempo adesso non mi è molto amico, i miei pensieri si affollano nella testa e sembrano in confusione, attratti solo da un unico interesse, proprio quello a cui non dovrei pensare e mi fa star male. A poco servono le parole delle persone care, per cercare di aiutarmi a stare meglio, è da me che deve partire l’imput, me e solo me. Ci sono momenti in cui pecco di allegria apparente, altri di netta sofferenza, non è giusto ma è così, adesso. Vorrei essere come la fenice, morire e rinascere dalle proprie ceneri, più forte che mai.
Se qualcuno in TV dirà mai che 1+1 fa 11… Vedrai che qualcuno, quando gli dirai che fa 2, ti risponderà:- “Ma che dici, in tv hanno detto che fa 11. Vedrai che sei tu che sbagli!”.
E l’animo di un altra anima che spinge un anima verso un nuovo animo.
Nel calcio di oggi segni un gol e sei un campione, prendi un palo e sei un coglione!
Ci vediamo dopo, ma prima.
Corsa libera per schiantarsi contro un infinito finito. Prigione che sprigiona odore di marcio. Un gioco di parole per la luna di questa notte. Come un sole freddo sono le parole che non conoscono la primavera.