Salvatore Currò – Accontentarsi
Chiamiate (chiamiamo) princìpi le scuse per la debolezza nell’operare un male desiderato.
Chiamiate (chiamiamo) princìpi le scuse per la debolezza nell’operare un male desiderato.
Il “troppo” e il “basta” sono a volte dei limiti che ci poniamo. Il non farlo a volte è non sapersi accontentare.
E ancora non ci rendiamo conto che “impossibile” è solo un limite posto dalla ragione ai confini del cuore. Un cuore che, con una sola sua vibrazione liberata, può ridere in faccia ai limiti e invadere tutti i territori sconfinati di quel “possibile” che, spesso, non riusciamo neppure a concepire.
Chi ritiene una cosa impossibile, non dovrebbe disturbare chi ci sta riuscendo.
È così difficile parlare la tua lingua, vederti sorridere, decifrare ciò fai…eppure, ho la dannata presunzione di conoscere tutte le incognite!
Sono diversamente “facile” perché non mi accontento di quello che “trovo”.
Tutti dobbiamo avere un obiettivo per il quale vivere e lottare dove fondersi per poterlo raggiungere, ma bisogna sempre sapersi accontentare anche se l’obbiettivo prefisso non lo riusciamo a raggiungere, a volte il traguardo è troppo lontano e la vita a disposizione è solo una, ed a volte è troppo impossibile ed allora la realtà serve a farci tornare con i piedi per terra. Non viviamo in un video gioco, dove i pulsanti e le dita comandano sul giocatore, noi siamo vivi ed il nostro compito è quello di renderci felici.