Salvatore Raimondo – Filosofia
Potessi prendere un ascensore virtuale, andrei su nel cielo a parlare con Dio, gli parlerei di te di quando sei fantastica, e lo ringrazierei infinitamente di avermi donato il suo angelo biondo.
Potessi prendere un ascensore virtuale, andrei su nel cielo a parlare con Dio, gli parlerei di te di quando sei fantastica, e lo ringrazierei infinitamente di avermi donato il suo angelo biondo.
Oggi sono 30 anni che servo lo stato, saprà domani lo stato servire in egual modo me?
Non si può dar un tempo, uno spazio ad un sogno poiché l’immenso che custodiscel’uomo può essere incredibilmente vasto, quanto minuscolo,infinite volte; tanto spingersi ai confini del possibile e nello stesso…… tendere la mano al cielo e toccare l’impossibile.
Chi crede non pensa; chi pensa non crede.
Servile è il disagio di chi ha il timore di apparire irriverente.
Il silenzio è insostenibile. È più facile rinunciare al pane che al verbo. Il moto dello spirito esige parole in massa, senza le quali, avvolto su se stesso, rimugina la sua impotenza. Disgraziatamente l’eloquio scivola nello sproloquio. Anche il pensiero vi tende, sempre pronto a espandersi, a gonfiarsi. Arrestarlo con l’acredine, contrarlo nell’aforisma o nella battuta, significa opporsi alla sua espansione, al suo movimento naturale, al suo slancio verso la prolissità o la dilatazione. Da qui i sistemi, da qui la filosofia, da qui la letteratura.
I filosofi sono i migliori conoscitori delle nostre anime.