Salvatore Raimondo – Filosofia
Tutti noi abbiamo una maschera che usiamo solo in qualche occasione, ma ci sono persone che la portano regolarmente senza togliersela mai.
Tutti noi abbiamo una maschera che usiamo solo in qualche occasione, ma ci sono persone che la portano regolarmente senza togliersela mai.
Mi pare, del resto, che l’atteggiamento pessimistico si addica di più che non quello ottimistico all’uomo di ragione. L’ottimismo comporta pur sempre una certa dose di infatuazione, e l’uomo di ragione non dovrebbe essere infatuato. E poi il pessimista non raffrena l’operosità, anzi la rende più tesa e diritta allo scopo. Tra l’ottimista che ha per massima: “Non muoverti, vedrai che tutto si accomoda”, e il pessimista replicante: “Fà d’ogni modo quel che devi, anche se le cose andranno di male in peggio”, preferisco il secondo.
La notte e la fase della giornata in cui ti ritrovi faccia a faccia con il silenzio, il buio e i tuoi pensieri, che prendono vita e cominciano a ruotarti intorno, ma molto spesso ti confondono.
Il nostro spirito è un tutt’uno con il cosmo: infatti è proprio come il cielo, che ora si addensa di nuvole e ora irraggia luce e vitalità.
Nella mente le transenne, che ti faranno drizzar le antenne senza lasciarci le penne.
I mali che fuggi sono in te.
La morale non è stata portata giù dal Sinai sotto forma di tavole e imposta agli uomini, bensì la morale è una funzione dell’anima umana, che è vecchia quanto l’umanità. La morale non viene imposta dall’esterno, ma esiste a priori dentro di noi: non la legge, ma l’essenza morale.