Salvatore Salvax Calabrese – Speranza
Lento e inesorabile si affievolisce il ricordo mentre muore nel cuore il filo della speranza.
Lento e inesorabile si affievolisce il ricordo mentre muore nel cuore il filo della speranza.
I giorni non sono mai semplici per come noi vorremmo viverli. Ma se non aspetti il sole quando il cielo è coperto, che speranza puoi avere di far luce su ogni tuo pensiero e se il grigiore insiste, attendi ancora, anche da una lacrima nasce l’arcobaleno basta saper catturare un raggio, e il tuo mondo si inonda di colore.
E poi ti sei perso nello stesso istante che ti hanno toccato l’anima.
Mai darsi per vinti nella vita, anche quando, a causa dell’incompetenza altrui e del menefreghismo, ti trovi costretto a combattere contro il senso d’impotenza e l’ansia che ti assale quando hai la sensazione di sbattere continuamente contro dei veri e propri “muri di gomma”.
C’è un sole che sorge dentro noi ogni mattina e può illuminare la giornata anche dopo il tramonto: la speranza.
È meglio essere violenti, se c’è la violenza nel nostro cuore, piuttosto che indossare la maschera della non violenza per coprire la propria impotenza. La violenza è sempre preferibile all’impotenza. Per un uomo violento c’è sempre la speranza che diventi non violento. Per l’impotente questa speranza non c’è.
In cosa devo sperare? In chi? Ho smesso di credere, di crederci. Ho smesso di aspettarmi miracoli che non accadranno, di avere false speranze e illusioni di cartone. Un giorno ti svegli e ti rendi conto che non è come credi, non vince sempre il bene, ti accorgi che hai pregato tutta una vita e forse non c’era nessuno ad ascoltarti. Ti rendi conto che è giunto il momento di aprire gli occhi e di cominciare a credere solo a quello che vedi. E quello che vedo io è qualcosa che non mi lascia intravedere una via d’uscita.