Salvatore Salvax Calabrese – Tristezza
Cumuli di cenere su un amore mai appagato. Fiumi di lacrime a solcarne il ricordo.
Cumuli di cenere su un amore mai appagato. Fiumi di lacrime a solcarne il ricordo.
Me ne vado via ogni giorno un po’ di più, come vanno via i cerotti dalle ferite sulla pelle, come il cielo che si ritrova ogni giorno senza stelle.
Alcuni pensieri sono insopportabili. Più provi ad allontanarli, più ti affollano la mente.
La peggiore malattia dell’uomo? La solitudine.
E poi ci sono quelli che annaspano per salvarsi, si aggrappano alla tua anima e ti succhiano via la vita.
Trovo la tristezza uno degli stati d’animo più sconfortanti che possiamo provare. La tristezza è una ragnatela abbandonata in cui muoiono resti di speranze. I giorni dell’abbandono sono sempre uguali, monotoni, granelli di una clessidra rimasti sospesi nel vuoto; in quei giorni nulla fa la differenza, e non riesci a comprendere perché la vita comunque continua.
Nel mondo in cui viviamo ci è permesso soltanto di soffrire in silenzio.