Samuel Butler – Tempi Moderni
La pubblicità promuove quel divino scontento che spinge la gente a migliorare il proprio status economico.
La pubblicità promuove quel divino scontento che spinge la gente a migliorare il proprio status economico.
Duemila anni fa l’orgoglio più grande era poter dire civis Romanus sum [sono un cittadino romano]. Oggi, nel mondo libero, l’orgoglio più grande è dire “Ich bin ein Berliner” [io sono un berlinese]. Tutti gli uomini liberi, dovunque essi vivano, sono cittadini di Berlino, e quindi, come uomo libero, sono orgoglioso delle parole “Ich bin ein Berliner!”
Per molte persone la più elevata espressione dell’amore consiste nel preoccuparsi dell’integrità del preservativo.
Noi giovani d’oggi annaspiamo in un oceano di incertezze.
Occorre una buona dose di ottimismo, misto a coraggio, per alzarsi la mattina e affrontare questo mondo che va a rotoli.
La fine del mondo? O c’è o non c’è, mal comune e mezzo gaudio! Tanto, la fine del mondo la stiamo già vivendo, creata dalla logica del potere che ha ristabilito plebe, vassalli, valvassini e valvassori, feudi e feudatari, conti che detengono terre e servi assoggettati e soverchiati che vi lavorano i cui profitti sono ripartiti “cinque parti e una parte” come diceva mio nonno che ha vissuto la guerra.
Chissà se nei no global è più forte la pietà per i poveri o l’invidia per i ricchi. Un dubbio viene vedendo le merci che scelgono durante gli “espropri” nei supermarket: champagne e televisori al plasma.