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  • Emanuele Caccia – Frasi in lingua straniera

    When a man’s limits, doubts and fears are ereased, what remains is the inner core of his soul. Instinct, passion and emotions. What a man with this soul can do can be described only as terrible, and beautiful.Quando i limiti, dubbi e paure di un uomo sono cancellati, quello che rimane è la più intima parte della sua anima. Istinto, passione ed emozioni. Quello che un uomo con questa anima può fare può essere descritto solo come terribile, e bellissimo.

  • Nazim Hikmet – Frasi in lingua straniera

    If half my heart is here, doctor,the other half is in Chinawith the army flowing toward the Yellow River.And, every morning, doctor,every morning at sunrisemy heart is shot in Greece.And every night, doctor, when the prisoners are asleepand the infirmary is deserted,my heart stops at a run-down old house in Istanbul.And then after ten yearsall I have to offer my poor people is this apple in my hand,doctor, one read apple: my heart.And that, doctor, that is the reasonfor this angina pectorisnot nicotine, prison, or arteriosclerosis.I look at the night through the bars,and despite the weight on my chestmy heart still beats with the most distant stars.Se qui c’è la metà del mio cuore, dottore,l’altra metà sta in Cinanella lunga marcia verso il Fiume Giallo.E poi ogni mattina, dottore,ogni mattina all’albail mio cuore lo fucilano in Grecia.E poi, quando i prigionieri cadono nel sonnoquando gli ultimi passi si allontananodall’infermeriail mio cuore se ne va, dottore,se ne va in una vecchia casa di legno, a Istanbul.E poi sono dieci anni, dottore,che non ho niente in mano da offrire al mio popoloniente altro che una melauna mela rossa, il mio cuore.È per tutto questo, dottore,e non per l’arteriosclérosi, per la nicotina, per la prigione,che ho quest’angina pectoris.Guardo la notte attraverso le sbarree malgrado tutti questi muriche mi pesano sul pettoil mio cuore batte con la stella più lontana.

  • Mário Quintana – Frasi in lingua straniera

    No princípio do fimHà ruídos que não se ouvem mais:- o grito desgarrado de uma locomotiva na madrugada- os apitos dos guardas noturnos quadriculando como um mapa acidade adormecida- os barbeiros que faziam cantar no ar suas tesouras – a matraca dovendedor de cartuchos- a gaitinha do afiador de facastodos esses ruídos que apenas rompiam o silêncio.E hoje o que mais se precisa è de silêncios que interrompam o ruído.Mas que se hà de fazer?Hà muitos – a grande maioria – que jà nasceram no barulho. E nem sabem, nem notam, por que suas mentes são tão atordoadas, seus pensamentos tão confusos. Tanto que, na sua bebedeira auricular, sò conseguem entender as frases repetitivas da música pop. E, se esta nossa “civilização” não arrebentar, acabamos um dia perdendo a fala – para que falar? Para que pensar? -, ficaremos apenas no batuque: “Tan! Tan! Tan! Tan! Tan!”Al principio della fineCi sono rumori che non si sentono più:- il grido solitario di una locomotiva nell’alba;- i fischietti delle guardie notturne che squadrano come una mappa la città addormentata;- i barbieri che facevano cantare per l’aria le loro forbici;- il tric-trac del venditore di castagne;- lo zufoletto dell’affilatore di coltelli.Tutti quei rumori che appena rompevano il silenzio. E oggi quel di cui più c’è bisogno sono silenzi che interrompano il rumore.Ma che possiamo farci? Molti – la grande maggioranza – sono nati già nel frastuono. E neanche lo sanno, neanche lo notano, tanto le loro menti sono stordite, i loro pensieri confusi. Tanto che, nella loro ubriacatura auricolare, riescono solo a sentire le frasi ripetitive della musica pop. E, se questa nostra “civiltà” non esploderà prima, un giorno finiremo per perdere la favella: perché parlare? Perché pensare? Resteremo soltanto col suono dei tamburi: “Tan! Tan! Tan! Tan! Tan!”