Sara Brillanti – Stati d’Animo
C’è sempre un doppio fondo al fondo che speravi di aver finalmente toccato.
C’è sempre un doppio fondo al fondo che speravi di aver finalmente toccato.
Poi ti svegli e scopri che da ieri ad oggi nulla è cambiato. La tua solita vita. Senza nulla e quel sole resta gelido.
Noi mentiamo in continuazione, fingiamo di essere diversi per essere accettati, siamo deboli e troppo spaventati dalla solitudine. Creiamo un mondo fantastico che crediamo essere fatto su misura per noi, con le bugie. Poi, la sera, quando la giornata finisce e abbiamo bisogno di qualcosa di concreto, per accertarci che la nostra vita non è andata sprecata, capiamo quanto siamo miseri e insulsi. Un mondo senza menzogne sarebbe – sembra incredibile dirlo – quasi “ingiusto”. Bisognerebbe mentire con meno costanza, a piccole dosi, niente di particolarmente importante. Non ha senso trasformare la nostra vita in palcoscenico se poi alla fine, quando cala il sipario, non si ricevono applausi, ma lanci di oggetti.
Sono belle le persone spontanee. Hanno scatti improvvisi di sorrisi sinceri e sono portatori sani di vita vera.
La realtà in fondo ci spaventa. Con gli occhi chiusi possiamo darle un aspetto più gradevole. Chiudere gli occhi è un po’ come tornare bambini. Chiudendo gli occhi ognuno entra in un mondo che è interamente proprio.
Sono una persona imprevedibile, oggi dolce domani indiavolata. Posso essere paziente, ma anche intollerante. Non sono un tipo facile, ma nemmeno ingestibile. Serve carattere e molta determinazione per stare accanto a me. Non sono una di quelle persone che per mettere a tacere le situazioni resta in silenzio… no! Combatte fino alla fine e ti scassa le palle fin quando non ha capito come stanno le cose.
Sono sensibile, troppo sensibile per essere circondata da persone che la sensibilità la conoscono per definizione e non per stile di vita: io, sensibilmente, respiro, mangio, scrivo, canto, osservo, guardo, mi fermo, vago, mi allontano, cammino, sparisco; il mondo, insensibilmente, mi passa accanto e neanche si accorge di quanto io possa vedere in loro e di quanto loro non vedano in me.