Sara Brillanti – Tristezza
Le quattro mura forse ti soffocheranno, ma il mondo fuori potrebbe solamente dilaniarti.
Le quattro mura forse ti soffocheranno, ma il mondo fuori potrebbe solamente dilaniarti.
E sarete sempre una di quelle coppie che gioca infelicemente alla felicità, alle quali basta l’apparenza finché un domani sarà trasparenza del dolore che affiorerà. Avete vita servita su piatti d’argento, con la mano santa di chi vi aiuta e vi distruggerà al momento in cui mancherà. Siete falsità della società, come tanti, come quasi tutti. Fate pena, ma accennate anche un sorriso sulle labbra di chi come me ha sempre camminato da sola.
Sono i veri dolori nella vita a cambiare il tuo modo di pensare di essere e di vivere. Sono le delusioni quelle più profonde a farti cambiare modo di vedere il mondo, le cose e anche le persone. Sono proprio i bastardi spesso quelli che ti rendono col tempo una persona migliore.
Lasciami stare nella mia tristezza, nel mio crogiolo di speranze ormai appassite, lascia che il fuoco che ha arso a lungo diventi cenere. Lasciami qui, in balia del tempo che scorre inesorabile, lascia che il vento mi accompagni dolcemente in un altro luogo. Non cercarmi ancora, non chiamarmi, da lì non c’è ritorno. La giovinezza con le sue gioie e aspettative è presto andata, tutti prima o poi vanno via, anche quel sorriso che per ultimo rimase con me. Lei, ecco, solo lei, la solitudine, eterna compagna di sempre, lei rimane, fa parte di me, è intrinseca nel mio divenire. Per lei gli altri mi hanno lasciato e ora anche tu le cedi il posto, lasci Lei a burlarsi di me.
Il dolore ha raggiunto il suo climax. In principio mi ha sfiorato lieve come una carezza appena donata. Lo percepivo a stento, sulle estremità del mio corpo si è diramato strisciando. In circolazione perfetta si spostava in fretta. Senza stop e limiti di precedenza tutto è più facile. Così, si è impossessato di me e privata di ogni autonomia. Ora sono solo sua schiava prostrata in silenzio in declino di vita.
Numerose lastre di ghiaccio stanno fisse nel mio cuore come un appassito fiore che riviver più non può.
È nell’anima dolce che ristagna la sofferenza più amara.