Saverio Frangella – Stati d’Animo
Riflesso in un vetro mi guardo attraverso… e vedo l’infinito.
Riflesso in un vetro mi guardo attraverso… e vedo l’infinito.
E non ce l’ho le parole per spiegare che ogni volta fa sempre un po’ più male.
Mentre il sole sale le scale del cielo, io guardo il soffitto di questa enorme camera che è il mio cuore,provo a parlare, sento l’eco della mia voce, o di quello che ne rimane. Non vi sono mobili, solo ritratti di quel che fui insieme ad altre persone, di cui vedo i fantasmi passarmi davanti. Mentre il sole giunge all’ultimo gradino, io guardo fuori dalla finestra: La nebbia offusca il mio cammino, o forse è il mio cammino ad intralciare la nebbia? Le scorro addosso come acido, la attraverso, ma quella che si dilania sono io. Mentre il sole ripercorre lo stesso cammino, ma nel senso contrario, io mi volto verso uno specchio, ma colpendolo mi scompongo in mille pezzi verso il pavimento. Fino ad ora ho detto: “Il sole sale verso il cielo”. Ma se invece fosse il cielo, ad inchinarsi dinanzi al sole?
Quando si perde la testa le maschere non servono più.
La vera bellezza è negli occhi di chi ti guarda; di chi ti guarda con il cuore, di là dell’effimera apparenza. Presentati con l’anima arricchita di sentimenti, non denigrarli, non vergognarti di possederli. Gli esseri umani non sono fatti di sola carne: piangono, ridono, sognano, amano e non di sola passione, Pietà, solidarietà, amicizia, lealtà, sono sentimenti nobili che si annidano nel cuore di coloro che fanno della “conoscenza” interiore uno scopo nella vita, Il più importante.
La depressione bussa sempre alla porta prima d’entrare, l’importante è non aprirle.
Prima mi arrabbiavo adesso so che non serve è solo fiato sprecato, del resto non puoi pretendere, che un sordo senta, che un cieco veda e che un muto parli. E qui tutti fanno i ciechi ma vedono, fanno i muti ma parlano. Magari non sono sordi ma non ci sentono.