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Sebastiano Rastiello – Vita

Questa vita che conduciamonon sembra una cosa semplice.Infatti dentro di noi abbiamoprogetti, ambizioni, sogni…c’è chi cerca di realizzarlic’è chi cerca di non arrendersic’è chi cerca di fare di tutto per realizzare ciò che egli vorrebbe.Ma a che prezzo?Viviamo in un campo minatofatto di false promessefatto di raccomandazionifatto di falsitàfatto di note distorte…eppure dovremo essere noi a scrivere il nostro spartito.Allora ritorniamo al discorso di prima…il mondo si divide in tanti paradossali personificazioniIo questa notte mi sono seduto sul mio tetto di casae pensavo…Ogni persona ha una sua storia complicata da decifrare, tutti a dire che la propria vita e difficile da gestire, ma alla fine un semplice sorriso o un gesto d’affettoche sorvola la nostra mente e siamo felici con quel poco che abbiamotra le nostre mani.Vivi come meglio credibasta che alla finenon hai rimorsi e rimpianti.

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    Non c’è un segreto della vita. Il fine della vita, se ve ne è uno, è quello di andare sempre alla ricerca di tentazioni. Non ce ne sono abbastanza: mi capita delle volte di passare un’intera giornata senza imbattermi in una sola tentazione. Fa davvero tristezza la cosa, fa tanto temere per il futuro.

  • Mariella Buscemi – Vita

    La vita ha una grande, grandissima sala d’attesa. Fissi la porta di quell’ascensore che speri si spalanchi all’improvviso. C’eri arrivata, eri lì, ti avrebbe portato in alto, lì a quel settimo cielo di cui avevi sempre sognato le nuvole e gli angeli, ma qualcuno più veloce l’ha chiamato prima di te; pensavi andasse su, invece l’hanno chiamato da sotto: avrebbe fatto meglio a far salire te! E le vite di tutti sono porte scorrevoli di ascensori di antichi palazzi che hanno dentro storie, quadri appesi a chiodi arrugginiti, stanze, segrete, sotterranei, armadi abitati da scheletri, pareti umide e qualche ornamento sfarzoso qua e là. Quanti ritardatari e quanta gente rimasta giù in questa grandissima sala d’attesa. Si fanno anche bell’incontri di tanto in tanto, altre volte brutti, ma ad accomunarci questa stessa necessità di raccontarci le vite e di quella volta in cui abbiamo perso l’ascensore e siamo rimasti a terra. Non ti resta che aspettare che la porta si apra per portarti a casa tua, lì al piano che ti è stato assegnato.