Sergio Mocchetti – Sogno
Ci sembra strano ciò che vogliamo, ciò che desideriamo, e ci sembra strano perché li vorremmo così tanto che abbiamo paura che quando ce li avremo non sarà come abbiamo sempre sognato.
Ci sembra strano ciò che vogliamo, ciò che desideriamo, e ci sembra strano perché li vorremmo così tanto che abbiamo paura che quando ce li avremo non sarà come abbiamo sempre sognato.
Perché io credo nei sogni, e nella possibilità di realizzarli.
Sognare è sottrarsi alla tirannia della ragione e abbandonarsi al flusso delle proprie sensazioni.
Scrivo per dare vita ai miei sogni. Mi piace immaginare la perfezione nella gente, quella che nella realtà difficilmente trovi. L’amore che sconfigge ogni male, la gioia di vivere che prende il posto dell’autocommiserazione. Un sorriso donato dove scende una lacrima. Una mano, la dove esiste qualcuno che non ha la forza di rialzarsi.
Ci sono notti che dimenticano il sonno e che mendicano sogni dalle tasche dei dormiveglia.
Il proposito che lo guidava non era impossibile, anche se soprannaturale. Voleva sognare un uomo: voleva sognarlo con minuziosa interezza e imporlo alla realtà…Comprese che l’impegno di modellare la materia incoerente e vertiginosa di cui si compongono i sogni è il più arduo che possa assumere un uomo, anche se penetri tutti gli enigmi dell’ordine superiore e dell’inferiore: molto più arduo che tessere una corda di sabbia o monetare il vento senza volto…Sognò un uomo intero, un giovane, che però non si levava, né parlava, né poteva aprire gli occhi. Per notti e notti continuò a sognarlo addormentato…Nelle cosmogonie gnostiche, i demiurgi impastano un rosso Adamo che non riesce ad alzarsi in piedi; così inabile, rozzo ed elementare come quest’Adamo di polvere, era l’Adamo di sogno che le notti del mago avevano fabbricato…Nel sonno dell’uomo che lo sognava, il sognato si svegliò. […]Prima (perché non sapesse mai che era un fantasma, perché si credesse un uomo come gli altri) gl’infuse l’oblivio totale dei suoi anni di apprendistato…Non essere un uomo, essere la proiezione del sogno di un altr’uomo: che umiliazione incomparabile, che vertigine!.Andò incontro ai gironi di fuoco: che non morsero la sua carne, che lo accarezzarono e inondarono senza calore e senza combustione…Con sollievo, con umiliazione, con terrore, comprese che era anche lui una parvenza, che un altro stava sognandolo…
Ci sforziamo di cercare soluzioni ai problemi: i sogni sono la chiave!Il mondo è pieno di serrature, ma povero di chiavi.