Shel Silverstein – Arte
Tutti i colori che ho dentro non sono ancora stati inventati.
Tutti i colori che ho dentro non sono ancora stati inventati.
L’arte è realistica come l’attività, e simbolica come il fatto.
L’artista è chimico, fisico, architetto. Soldato, pazzo…
Sto lottando con un quadro cominciato alcuni giorni prima della mia ricaduta, un falciatore, lo studio è giallo, terribilmente impastato, ma lo spunto era bello e semplice. E allora ho visto in questo falciatore – vaga figura che lotta come un demonio sotto il sole per venire a capo del suo lavoro – ci ho visto l’immagine della morte, nel senso che l’umanità sarebbe il grano che si falcia. È quindi, volendo, l’antitesi di quel seminatore che avevo tracciato prima. Ma in questa morte nulla di triste, tutto succede in piena luce con un sole che inonda tutto di una luce d’oro fino.
Un artista ha la morte sempre con sé, come un bravo prete il suo breviario.
Penso che possiate lasciare le arti, maggiori e minori, alla coscienza dell’umanità.
Il canto per me ha sempre rappresentato il mezzo migliore di espressione artistica, perché è così spontaneo. E dopo aver cantato, penso al violino. Finché non potrò cantare, dipingerò.