Silvana Stremiz – Arte
Vivere è un’arte.
Vivere è un’arte.
La più nobile delle arti è l’arte stessa.
L’arte è quel mistero che fa specchiare la goccia dell’uomo nell’oceano di Dio.
L’aforisma più bello, non l’ho ancora scritto.
Spesso mi chiedo come mai si abbia, specialmente in determinate circostanze, questo bisogno incondizionato di scrivere, questa urgenza di permettere alle mie idee di assumere una forma concreta e plasmarsi secondo le esigenze di chiunque le legga. A questo quesito interiore rispondo semplicemente dicendo che ne sento il bisogno, un bisogno direi esasperato; immagino la scrittura come una vera e propria arte drammatica un po’ come recitare dove si indossano altri panni, si vivono altre vite e calarsi in un personaggio diventa necessario per simularne la parte. Così facendo si compie il miracolo di moltiplicare la propria esistenza, di entrare in un certo senso, in quello che potrebbe essere definita la “quarta dimensione” della mente.
È nel veder la sua opera compiuta, che trova pace l’inferno dell’artista.
Non è facile realizzare il chiaroscuro, come non lo è vedere volti di persone senza maschere.