Silvana Stremiz – Dillo in sei parole
La vita è un fantastico viaggio.
La vita è un fantastico viaggio.
La guerra sicuramente chiama ancora guerra. La pace lascia la speranza di altra pace.
Le cicatrici servono. Servono a ricordare che ci si può far male, che esistono i bastardi. Ma a volte siamo noi, l’unico “bastardo” che abbiamo davvero incontrato. L’unico in grado di farci del male davvero. Ci ricordano che vivere non è semplice, decidere non è semplice. Basta giocare una carta sbagliata e può finire una partita. Le cicatrici servono a renderci più forti e invulnerabili, a costruire muri invalicabili fra noi e il dolore, fra noi e il nostro cuore, fra noi e il mondo, fra noi e le bugie, fra noi e la verità, fra noi e la nostra anima. Le cicatrici sono bastarde, sanguinano all’improvviso e ci riportano indietro nel tempo “di quel dolore”, ma servono a farci crescere, a renderci impenetrabili ad altro dolore. A renderci abbastanza forti da non soffrire ancora.
Quando “parte” il cuore è sempre un casino. Non si sa mai da che parte…
Il tradimento vero che ferisce non è un’ora nel letto di un’altra donna o di un altro uomo, ma è non esserci quando lui aveva o ha bisogno di te.
È facile amare “il perfetto”, tutti ne sono capaci. Ma amare è amare solo se sappiamo amare anche “l’imperfetto”.
Se la vita è una partita tutta da giocare, c’è un imbroglio perché alla fine vince sempre la morte.