Silvana Stremiz – Felicità
L’Amore e la sofferenza si abbracciano spesso per “incontrare” la felicità.
L’Amore e la sofferenza si abbracciano spesso per “incontrare” la felicità.
A volte è più comodo “non sentire” e “non vedere”.
Un sorriso a volte abbaglia, le parole incantano. Lo sguardo dice chi sei.
Chiedere conto della propria felicità agli altri è come comprare un’anguria dal fruttivendolo. Lui darà un colpetto a una, due colpetti a un’altra, e alla fine ti dirà: “ecco, questa è la migliore!”, e te ne vai via contento, anche se ti verrebbe da chiedergli: “ma quindi le altre le butti via ora vero? O le vendi lo stesso?”
Ognuno ha un “proprio ego” in cerca di conferme.
Il prezzo della concretezza, è spesso un sogno lasciato a metà.
La felicità non è un’amante infedele che ci scivola nel letto la notte per scomparire e dileguarsi al mattino. La felicità è disegno instancabile, insieme di cerchi concentrici che si allontanano solo per sfuggire all’impatto e ritornare nel centro di un sogno più grande. Contiene il desiderio illimitato di non fermarsi all’arrivo di un sogno, ma di superarlo in volata e sorridendo sorprendersi, compiacersi, dirsi: “è di più”.