Silvana Stremiz – Figli e bambini
I nostri sogni difficilmente coincidono con quelli dei nostri figli, seppure a volte sia difficile è giusto lasciarli volare.
I nostri sogni difficilmente coincidono con quelli dei nostri figli, seppure a volte sia difficile è giusto lasciarli volare.
Gli occhi dei bambini sono lo specchio delle loro anime.
La reciprocità rende sublime ogni rapporto e avvicina cuori e pensieri. Di qualunque tipo di rapporto si tratti, il senso unico tende ad allontanarci.
Se un bambino canta mentre gioca, lascialo cantare: è felice.
Ci sono persone che a parole ti regalerebbero il mondo, con i fatti ti vorrebbero uccidere.
I genitori ci insegnano quello che sanno, ma noi ci porteremo dentro per sempre quello che sono.
L’amore è strano, non dà garanzie, è grande finché lo si vive, ma quando finisce è stato quasi sempre estremamente piccolo e ci sentiamo improvvisamente così inutili. Tutto quello che è stato è la somma di ciò che abbiamo dato e ciò che abbiamo ricevuto, e tirando le somme “l’avuto” diventa poco, se non inesistente, e nasce il rancore che a sua volta partorisce la disperazione. Quando finisce un amore non per colpa nostra, ma perché veniamo liquidati ingiustamente, il boccone è duro da mandare giù e restiamo appesi a quel filo chiamato disperazione, finché non giunge il tempo di un nuovo amore, di un nuovo abbraccio, oppure semplicemente il giorno della guarigione. Arriva un giorno in cui il dolore smetterà di fare male. Ci vuole del tempo, spesso troppo tempo, perché lo stato “straziante” in cui ci si trova non permette molto. Finche arderà il “rancore” è difficile pensare di poter andare oltre. Non resta che tener duro, combattere con forza contro “il niente” che ci è stato donato e fra le ceneri raccogliere “i ricordi buoni” perché ci sono sempre dei “ricordi buoni” da conservare, sempre, anche quando non sembra. Saranno i ricordi buoni la nostra forza, ci racconteranno che, comunque vada, l’amore vale sempre la pena.