Silvana Stremiz – Filosofia
Ci sono dei “perché” senza “perché”.
Ci sono dei “perché” senza “perché”.
Occorrono uomini capaci di far zampillare nel nostro deserto umano sorgenti di infinito.
Se nell’infornare litighi il pane brucia.
Se non vedi altro oltre la forma ricorda che un vestito può essere confenzionato al meglio ma fondamentalmente serve a non rimanere nudi.
L’ipocrisia a mio avviso è l’abito che indossa l’indifferente, l’opportunista, il calcolatore e il lecchino; si cela in genere sempre dietro un sorriso, mille abbracci e quegli infiniti complimenti che escono dalla bocca senza ragione di esistere. Il lecchinaggio ne è la forma più diffusa, siamo perfino capaci di farci calpestare l’anima pur di ottenere ciò che ci siamo prefissati. Ma la cosa più terrificante è che il “leccato” ci gode e si accontenta di tutta quella “finzione” sentendosi un Dio in terra, senza comprendere che essere “ignorato” spesso è di gran lunga più soddisfacente.
Odio la morte, non so dire quanto. Anche se probabilmente è il sapere di dover morire a rendere la vita così bella.
Nessuno vuole la verità, ma una verità raccontata su misura.