Silvana Stremiz – Morte
La morte è terribile, sta sempre in agguato, sembra quasi che non aspetti altro che portarti via.
La morte è terribile, sta sempre in agguato, sembra quasi che non aspetti altro che portarti via.
Si tende a far pace sotto un paio di lenzuola. Consumando passionalmente desiderio e amore….
Arthur Schopenhauer scrisse, che il destino mescola le carte e noi li giochiamo però si dimenticò di dire che troppo spesso vengono mescolate male. Di conseguenza per molti è una partita persa in partenza.
E quando io volgo intorno lo sguardo e vedo questa camera, e gli abiti di Carlotta e le carte di Alberto, e i mobili che mi sono familiari, e perfino il calamaio, penso: “Tu immagini di esser tutto per questa casa! I tuoi amici ti apprezzano; spesso tu procuri loro la gioia e pensi che non potresti vivere senza di loro, eppure se tu te n’andassi, se tu scomparissi dalla loro cerchia? Sentirebbero, e per quanto tempo sentirebbero il vuoto che la tua perdita lascerebbe nella loro esistenza? Per quanto tempo? L’uomo è così effimero che anche lì dove più sicura è la sua esistenza, dove egli imprime l’unica vera traccia della sua presenza e cioè nel ricordo, nell’anima dei suoi amici, anche lì deve annientarsi e sparire, prontamente sparire!”
Le convinzioni sono dei “credo” personali. L’uomo intelligente sa metterle e mettersi in discussione senza arrogarsi di quella certezza che non può appartenergli.
Invece di chiederci se c’è un’altra/o, forse dovremmo chiederci perché non ci siamo più “noi”.
Siamo amati molto di più da morti che da vivi.