Silvana Stremiz – Paura & Coraggio
Ci vuole del coraggio a guardarsi dentro ed essere disposti a trovare di tutto, perché troveremmo sempre qualcosa che non ci piace.
Ci vuole del coraggio a guardarsi dentro ed essere disposti a trovare di tutto, perché troveremmo sempre qualcosa che non ci piace.
Hai riempito le mie giornate di sensi veri. Ora come faccio senza te?
Non permettere mai che le persone ti trattino come se fossi carta da buttare nel cestino, quando non servi più. Abbi sempre il coraggio di essere una pietra avvolta in quella carta!
Amare è ascoltare il cuore, a costo di farci male.
Vi sono giorni in cui persino noi stessi diamo fastidio alla nostra anima.
Era coraggiosa. Di quel coraggio che non teme di mostrarsi debole, che non teme di cadere in ginocchio perché tanto si rialza pure con i lividi. Quel coraggio di chi sa di dover bastare a se stessa, di doversi confortare e abbracciare quando ce n’è bisogno. Lo stesso coraggio di chi non sa difendere se stesso, ma morirebbe per difendere un altro essere umano che subisce un’ingiustizia. Il coraggio di chi ha perso tutto, ed è comunque sopravvissuto. Il coraggio di chi ha paura. Di non avere difese davanti alla dolcezza, alla tenerezza che può sgretolare ogni muro così faticosamente eretto. Paura di ricevere ciò di cui più ha bisogno.
E ora sono qui, nel braccio degli assassini del carcere di Folsom, che attendo, le mani rosse di sangue, il giorno fissato dalla macchina dello Stato, quando i suoi servitori mi porteranno in quella che chiamano tenebra, quella tenebra di cui hanno paura e da cui attingono immagini di superstizione e terrore, la stessa tenebra che li spinge, fra tremiti e lamenti, davanti agli altari delle divinità antropomorfe, generate dal medesimo orrore.