Silvana Stremiz – Religione
Credere in Dio non ci dà il permesso di giudicare.
Credere in Dio non ci dà il permesso di giudicare.
Il miracolo è in noi, dal concepimento all’invecchiamento dalla morte alla resurrezione, ma non tutti ne afferrano saldamente il significato di ciò che è palpabile, e preferiscono avventurarsi a credere l’intangibile!
Certe lacrime partono direttamente dall’anima.
Accettiamo con la fede dei semplici la Parola di Dio che ci illumina.
Chi ci pensaDue pesci rossi vivevano in un vaso di vetro. Nuotando pigramente in tondo avevano anche tempo per filosofare.Un giorno un pesce chiese all’altro: “Tu credi in Dio?””Certo!””E come fai a saperlo?””Chi credi che ci cambi l’acqua, tutti i giorni?”La vita scorre dentro di noi come un fiume tranquillo ed è un miracolo.Ma facciamo l’abitudine anche ai miracoli.Ogni giorno è un dono tutto nuovo, una pagina bianca da scrivere.Dio ci cambia l’acqua tutti i giorni.Dio non muore il giorno in cui cessiamo di credere in una divinità personale, ma noi moriamo il giorno in cui la nostra vita cessa di essere illuminata dalla radiosità costante, e rinnovata giorno per giorno, da un miracolo la cui origine è al di là di ogni ragione.
Quando decidiamo di aver ragione, non “vi è ragione” che possa farci ragionare.
Chi non crede in Dio non è vero che non crede in niente perché comincia a credere a tutto.