Silvana Stremiz – Società
La droga non è che un coltello conficcato nella dignità.
La droga non è che un coltello conficcato nella dignità.
Volare con le ali di un sogno non è difficile, difficile è volare oltre senza precipitare.
Amo della vita le lacrime perché sono emozioni.
L’amore ci rende migliori o peggiori, raramente restiamo uguali.
Darei 10 anni per starti accanto, ma 20 per la tua felicità.
È vestito di nero, in modo semplice ed elegante – e per legante intendo la totale assenza di marchi o griffe.
È il contatto che ci manca in una società dove si predilige il rapporto virtuale. Entri in un luogo pubblico e, mentre sei lì che aspetti, son tutti ipnotizzati davanti allo schermo del proprio Iphone. Niente dialogo, scambio di battute, tutto un botta e risposta su Whatsapp, o interminabile interagire coi giochi sui social. Pare non abbiamo più nulla da raccontarci, da inventarci. Solo un copia incolla di link da mandarci, di frasi fatte, di messaggi brevi, magari inaccessibili come codici fiscali, musica da postare, ma il linguaggio è fermo. Trovandoci uno di fronte all’altro o in comitiva ognuno guarda il proprio cellulare, pare sia lui il protagonista di ogni conversazione, sia lui a parlare per noi, più di noi. È il contatto, quello di sguardi, di sorrisi, di discorsi, è il contatto che ci manca.