Silvana Stremiz – Stati d’Animo
Solo se avrai pianto lacrime di “sale” apprezzerai fino in fondo quelle di “miele”.
Solo se avrai pianto lacrime di “sale” apprezzerai fino in fondo quelle di “miele”.
Tutti abbiamo attimi di debolezza, questo non vuol dire essere fragili ma essere umani.
La mia immagine si perde dietro l’ipocrisia di un abito che ora, fieramente, non indosso.
Meglio essere felice ma star male poi e ripagare con il dolore quella felicità, ma vivere senza felicità e senza dolore è molto peggio.
Restare amico di colui che ti adora in continuzione è cosa facile. Più difficile risulterà…
Si può considerare folle uno che canta o ascolta musica, sotto la pioggia, con le cuffie del suo lettore mp3 alle orecchie. Non credo ma se lo fosse, io sono un folle. Quello che si prova è indescrivibile, sia se siamo felici o malinconici. Un senso di purezza, di liberazione, di libertà assoluta. La pioggia che invade il nostro corpo, la musica nell’anima e la persona amata nel cuore.
Ho un migliaio di passi incompiuti nella mia mente. Un attacco a fuga di scene frammentate, immagini sparse, ammanchi come precipizi, i cui cigli mi stanno sempre in punta di piedi ed a rischio sbilanciamento nel mio usuale oscillare in andirivieni emotivo, fatto di buchi neri, senza orbite da in_seguire, nel perenne maremoto che arriva alle conche dei miei cieli per cadere in discesa libera in bolge umorali. Sono la pretesa del fuggire senza mai far ritorno, ché non mi sono posto sicuro, ma luogo sinistro da evitare.