Michelangelo Da Pisa – Stati d’Animo
Mi nutro di differenza, chi la pensa come me mi annoia come un film drammatico dal finale già noto.
Mi nutro di differenza, chi la pensa come me mi annoia come un film drammatico dal finale già noto.
È maledettamente doloroso accorgersi di aver dato troppo a chi non meritava niente.
Alzarsi la mattina pensando “questo è il giorno giusto, la incontrerò”. Uscire la sera dicendo “questa volta sarà diverso la troverò”. E tornare a casa con il solito amaro in bocca, la solita delusione. Uscire con lei sperando che quella, sia la volta buona. Convinti, di aver trovato la persona giusta. Come una partita a scacchi, fai le tue mosse, speri di averne intuito le sue. Ma ti accorgi che non va come avresti voluto, muovi avanti e in dietro i pezzi ma ormai la partita è in stallo. Ti chiudi in difesa, per non veder crollare torre, fante, cavallo e re. Torni a casa sconfitto, con un nuovo solco nel cuore, un nuovo squarcio. Un cuore pieno di cicatrici, un cuore che comincia a non aver più spazio per nuove ferite. “Questa è l’ultima volta che mi illudo”. Ma nulla è più crudele della speranza. Ti aiuta a rialzarti per poterti spingere nuovamente nel vuoto, con ancora più forza, da ancora più in alto.
Controllo l’ora, controllo il tempo, ma non riesco a controllare i pensieri, a volte vorrei farli zittire a volte vorrei che si fermassero che lasciassero spazio al silenzio assoluto.
La vita sarebbe più bella se invece d’inseguire questa benedetta felicità, fosse possibile viverla.
La felicità, come la sofferenza, dovrebbe essere più intima delle mutande. Eppure i più decidono…
Essere ambiziosi è una cosa meravigliosa, ma essere schiavi dell’ambizione può essere davvero orribile.