Silvana Stremiz – Tristezza
Le porte che si chiudono “sbattendo”, non sono mai state aperte con il cuore.
Le porte che si chiudono “sbattendo”, non sono mai state aperte con il cuore.
Ad un certo punto il mondo va avanti ma tu rimani indietro con in mano solo un pugno di lacrime. E sai che quello è il bagaglio che dovrai portarti dietro nel tuo nuovo viaggio.
Ho silenzi pieni di mille, urlanti parole. E sentimenti trattenuti. E lacrime mischiate a dolore. Domande sospese. Attese. Ho nel cuore più di ciò che esprimo con gesti e parole. E lascio che sia il tempo a sciogliere nodi, a ristabilire le cose.
Ogni cosa “vera”, ogni cosa pura, ogni emozione viva: si nutre dell’anima.
I bastardi servono a farci crescere e ci insegnano ad essere bastardi, le persone buone ci insegnano che esistono i bastardi.
Ho solo voglia di chiudere, chiudere i pensieri, chiudere il cuore, chiudere i dolori, chiudere le delusioni, chiudere le amarezze, chiudere tutto.
L’uomo coltiva la propria infelicità per avere il gusto di combatterla a piccole dosi. Essere sempre infelici, ma non troppo, è condizione “sine qua non” di piccole e intermittenti felicità.