Silvana Stremiz – Uomini & Donne
Non c’è niente da fare. L’uomo non è fatto per stare solo, al di la di quello che vorrebbe fare credere chi non ha un compagno.
Non c’è niente da fare. L’uomo non è fatto per stare solo, al di la di quello che vorrebbe fare credere chi non ha un compagno.
E s’inoltrava in quell’età così critica, nella quale par che entri nell’animo quasi una potenza misteriosa, che solleva, adorna, rinvigorisce tutte l’inclinazioni, tutte l’idee, e qualche volta le trasforma, o le rivolge a un corso impreveduto.
L’amore esiste anche fra persone totalmente incompatibili. L’incompatibilità lo renderà un inferno.A noi la possibilità di scegliere se chiudere o continuare. Meglio il dolore per un periodo o l’inferno per tutta vita?
Ho mandato talmente tanta gente a quel paese che il Sindaco di Fanculo mi ha consegnato, con un gesto simbolico, le chiavi al merito della città per l’aumento demografico.
Le persone come me, forti, coraggiose e di carattere, non piacciono.
Le cicatrici dell’anima sono indelebili.
Sono le favole che c’hanno raccontato mamme, nonne e zie da piccole ad aver costruito le nostre roccaforti di convinzioni sui sentimenti e sugli uomini. Un rospo rimarrà sempre un rospo, anche dopo averlo baciato, se è rospo dentro. Ci frega la scarpetta di cristallo che è scomoda e fa male, ci frega la mela che allunga la vita, ci frega il tappeto volante per poter inseguire i nostri sogni, ci frega la sindrome della crocerossina con quella strana tendenza a voler salvare a tutti i costi chi non vuole essere né salvato né guarito; gli uomini: malati terminali di sentimenti ed emozioni che se ne vanno in giro con flebo di zucchero per addolcire di tanto in tanto quei pensieri e quelle parole che se uscissero dalla testa e dalla bocca così per come sono, sarebbero amari, amari, amari. E noi che facciamo? Ci rimaniamo male per non essere le sole, le uniche, le eroine che che cancellano i ricordi delle “ex-qualcosa” e impediscono ogni altra forma di “future-qualcosa” all’infuori di noi stesse, arriviamo noi e vogliamo il primato su tutto, li spogliamo di un prima e di un dopo. Mi vien da pensare che sono proprio poveri gli uomini se devono fare i conti con tutto questo, ecco perché preferiscono rimanere rospi!