Silvana Stremiz – Vita
Il tempo si prende gioco di noi, asciugando le lacrime più amare. Regalandoci una sosta per poi colpirci di nuovo.
Il tempo si prende gioco di noi, asciugando le lacrime più amare. Regalandoci una sosta per poi colpirci di nuovo.
La vita umana é dovunque una condizione in cui c’é molto da sopportare e poco da godere.
Non fatemi perdere tempo, il tempo è prezioso, non va sprecato, non va dedicato a cose inutili, non va regalato a chi non lo merita!
[Arthur Dent] sbagliava a pensare di poter far finta che la grande, solida, oleosa, sporca Terra appesa ad un arcobaleno sulla quale viveva non fosse solo un puntolino microscopico collocato in un puntolino microscopico perso negli spazi incommensurabilmente infiniti dell’Universo.
Le cicatrici servono. Servono a ricordare che ci si può far male, che esistono i bastardi. Ma a volte siamo noi, l’unico “bastardo” che abbiamo davvero incontrato. L’unico in grado di farci del male davvero. Ci ricordano che vivere non è semplice, decidere non è semplice. Basta giocare una carta sbagliata e può finire una partita. Le cicatrici servono a renderci più forti e invulnerabili, a costruire muri invalicabili fra noi e il dolore, fra noi e il nostro cuore, fra noi e il mondo, fra noi e le bugie, fra noi e la verità, fra noi e la nostra anima. Le cicatrici sono bastarde, sanguinano all’improvviso e ci riportano indietro nel tempo “di quel dolore”, ma servono a farci crescere, a renderci impenetrabili ad altro dolore. A renderci abbastanza forti da non soffrire ancora.
Cade una stella, esplode un desiderio, luccica la luna, si accende un’emozione.È l’amore.
A volte sono l’imitazione di me stesso, altre volte l’imitazione di qualcun altro.