Silvana Stremiz – Vita
Che grande storia la vita, peccato che le nostre pagine siano troppo poche.
Che grande storia la vita, peccato che le nostre pagine siano troppo poche.
Io non abito il mondo è il mondo ad abitare me. Io non tendo le mie braccia verso esso, cerco il punto giusto dove esso le tende a me. Io non cerco le persone, aspetto che loro mi camminino incontro e scelgo se proseguire accanto ad esse. Un tratto, una viaggio, un giorno o una vita non conta. Conta che posso scegliere con chi camminare e se non posso scegliere preferisco un cammino solitario a quello di convenienza.
A volte non sappiamo cogliere il “dono” del “tempo” e lo sporchiamo con il modo bastardo di viverlo.
Quando assale la rabbia e vorresti spaccare tutto fermati un attimo a pensare se ne vale la pena, per chi dovresti perdere la pazienza, ti renderai conto che, troppo spesso, ci lasciamo coinvolgere nelle situazioni da persone che valgono meno di zero e li ti dici “ma che me ne frega, io valgo molto di più”
Se ami lascialo libero di amarti per quello che sei o libero di non farlo, ma non vestirti mai con l’abito dell’apparenza.
Ancora oggi un sole nero riflette l’ombra dello sterminio che ha accecato la follia dell’uomo.
Alla disgrazia uno non si può abituare, mi creda, perché sempre abbiamo l’illusione che quella che stiamo sopportando debba essere l’ultima, sebbene in seguito, con l’andare del tempo, incominciamo a persuaderci – e con quanta tristezza! – che il peggio deve ancora venire.