Silvana Stremiz – Vita
Anche le follie devono avere un limite.
Anche le follie devono avere un limite.
Una sola goccia d’acqua lentamente riesce a fare sopravvivere una grossa quercia, l’aridità lentamente riesce a farla morire.
Come può il cielo non sorridere e piangere di noi esseri che camminando inciampiamo nei nostri stessi passi, piegandoci ci riallacciamo le stringhe per incampare nuovamente?
Ci sono persone su cui possiamo sempre contare, altre su cui credevamo di poter contare.
Non puoi sentirti al sicuro se vivi rinchiuso in una bolla. Certo ti farà sentire protetto, ma non dubitare: la vita ti presenterà il conto anche lì. E il tuo vivere sarà una prigione, la cui unica via d’uscita ti apparirà la morte.
Io credo ai segnali. Quello che abbiamo bisogno di apprendere è sempre davanti ai nostri occhi; è sufficiente guardarsi intorno con deferenza e attenzione per scoprire dove Dio vuole condurci e quale sia il passo migliore da compiere nel minuto successivo. Ho imparato a rispettare il mistero. Come diceva Einstein: “Dio non gioca a dadi con l’universo”, tutto è collegato e ha un senso. Benché esso risulti occulto per gran parte del tempo, noi sappiamo di essere prossimi alla nostra vera missione sulla terra quando ciò che stiamo facendo è permeato dall’energia dell’entusiasmo. Se lo è, tutto va bene. Se non lo è, conviene cambiare rotta. Quando siamo sulla strada giusta, seguiamo i segnali e, se ci capita di fare un passo falso, ecco che la divinità ci viene in aiuto, evitandoci di commettere un errore.
La meraviglia dell’ignoranza è figlia e madre del sapere.