Silvia Nelli – Ricordi
È difficile accettare un addio quando il cuore ancora cerca quella persona, quando la tua mente è invasa dai ricordi e dai sogni ancora non realizzati. È difficile non ascoltare tutto questo e dimenticare.
È difficile accettare un addio quando il cuore ancora cerca quella persona, quando la tua mente è invasa dai ricordi e dai sogni ancora non realizzati. È difficile non ascoltare tutto questo e dimenticare.
Cattiva quando serve, buona con chi devo. Buona e non stupida. Do fiducia con riserva…
Ho capito che non serve a niente ricordarmi delle persone che amo solo in alcuni momenti, te ne devi ricordare sempre. Poter dire “Ti voglio bene” a qualcuno è una fortuna, quindi fallo ogni volta che lo senti. Troppo spesso per timidezze e paure si finisce per non dirlo mai e ce ne rendiamo conto quando ormai è troppo tardi e non lo possiamo fare più.
Io non sono una persona che vive di ricordi, perché credo che l’unico momento reale è l’eterno presente, e se ben è certo che il passato è quello che ha fatto di ognuno di noi quello che oggi siamo, io ringrazio quel passato per avermi fatto così come sono oggi con un arrivederci e grazie!
Non ho nessun modo per far capire a chi non ha voglia di farlo quello che sento e che mi manca. Le persone ascoltano anche, ma solo se vogliono possono capire.
Per avere l’attenzione di qualcuno è necessario saper tenere alto il livello di argomentazione e maturità nel confronto. Le provocazioni non meritano attenzioni e sono il modo di attirare l’attenzione dei falliti. Le persone intelligenti non le accolgono, ma lasciano cadere il silenzio di fronte ad esse e con un leggero sorriso se ne vanno con l’assoluta convinzione che non avrebbero potuto fare scelta più giusta.
Quando ti senti a terra non ci sono parole sufficientemente valide e confortanti. In quei momenti si ascolta tutti e nessuno. Tutti vogliono dire la loro, tutti sanno dirti cosa fare, come devi comportarti e sono tutti bravissimi a dirti: “io so come ti senti”! Beh, sapete tutto e questo può anche essere vero, ma chi sta male sono io, io so cosa sento, cosa sto attraversando e non servono consigli, parole di circostanza. Quello che serve è anche un interminabile silenzio sciolto in un abbraccio. Serve semplicemente esserci.