Silvia Nelli – Sorriso
Sorridere, poi all’improvviso scoppiare a piangere. Sì, è da me.
Sorridere, poi all’improvviso scoppiare a piangere. Sì, è da me.
Prima mi arrabbiavo adesso so che non serve è solo fiato sprecato, del resto non puoi pretendere, che un sordo senta, che un cieco veda e che un muto parli. E qui tutti fanno i ciechi ma vedono, fanno i muti ma parlano. Magari non sono sordi ma non ci sentono.
Fanno presto a puntarti il dito contro quando le cose non vanno come vogliono loro. Fanno presto ad offenderti quando le cose che dici non piacciono e non sono più quello che vogliono sentire. Troppo facile! E troppo comodo! Io non punto il dito, ma a chi me lo punta prima o poi regalo la “puntata” dell’intera mano si, ma sulla loro faccia!
La dignità è qualcosa che non si tocca! La dignità è la parte più “sacra” in ognuno di noi. Essa ci permette di camminare a testa alta tra milioni di persone. Ci permette di guardare negli occhi chi ci affronta, chi ci accusa e ci offende. Essa ci permette di confrontarci dignitosamente con chi tenta di sminuirci o di farci passare per chi non siamo. Quindi prima di provare a toccare o “calpestare” la dignità di qualcuno pensateci.
Io sono un piccolo granello in questo mondo, renderò fertile ogni terreno arido su cui mi poserò.
Dimostrare di esser grandi, forti e invincibili non serve a nulla. Si deve dimostrare di essere maturi, umili e onesti, di meritarsi la stima delle persone, ma non fare mai finta di potercela fare da solo; tutti abbiamo bisogno di qualcuno vicino.
“Ti va di parlare un po’? Se ti va io mi siedo qui e ti ascolto”. Parole che non si usano praticamente più. Era bello guardare negli occhi qualcuno e vedersi rispecchiati dentro essi. Sentirsi capiti e accuditi da quello sguardo. Era bello quando non era solo la bocca a muoversi ma anche le emozioni, il cuore e la volontà. Era bello quando non erano solo le parole le uniche cose che sentivi, ma sentivi anche la protezione, la dolcezza di un gesto e la certezza di non esser solo mai.