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Silvia Nelli – Stati d’Animo

Mi amo di più quando sorrido. Mi amo di più quando trovo la forza di rialzarmi. Mi amo di più quando sono maledettamente me stessa.

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    L’amore è una parola che tutti usiamo per racchiude in essa un insieme di fattori e sensazioni… Per me l’amore è trovarsi per caso dentro a un’emozione sconosciuta e inaspettata, l’amore è quella certezza che senti nel cuore quando tutto attorno a te è incerto, l’amore è un passaggio miracoloso dal niente al tutto perché senti che averlo vicino niente ti manca. L’amore lascia tracce ben distinte nel cuore, nella mente e un senso di leggerezza entro l’anima. L’amore non chiede perché sa che non deve farlo, lui dove è ricambiato riceve automaticamente. L’amore è paura di mettersi a nudo di fronte a qualcun altro, ma non fisicamente, non togliendosi i vestiti, ma spogliandosi l’anima. L’amore è una lacrima che nasce spontanea dove arriva una delusione per scendere silenziosa su un volto rammaricato e deluso, ma anch’essa insegnerà cosa è l’amore. Insegnerà l’altra faccia di esso, quella del dolore e della sofferenza di chi ha dato molto e ricevuto poco. Fa male, spaventa e rende sfiduciosi e duri verso il prossimo amore, ma quando arriva riempie il vuoto e tramuta in dolcezza, gesti e concretezza ogni paura e delusione. L’amore non vive di dubbi ma di certezze, l’amore non ama la bugia ma si nutre di verità, l’amore cerca il rispetto dentro ogni gesto ed ogni parola. Di qualunque forma sia l’amore deve partire da dentro… è il cuore a parlare di lui, se è solo la bocca a farlo quello non è amore!

  • Fabio Volo – Stati d’Animo

    Addirittura certe notti mi capitava di svegliarmi agitato e non riuscire più a riaddormentarmi. Avevo paura. Avevo paura, ma non sapevo di cosa. Semplicemente provavo una sensazione di paura senza conoscerne il motivo. Mi sentivo angosciato, pieno di ansie e mi ritrovavo sveglio. Sveglio cm se avessi dormito diverse ore. Desideravo soltanto un po’ di quiete. Nn chiedevo molto. Volevo solo stare bene. A volte mi succedeva anche durante la giornata, mentre ero seduto alla scrivania, o magari quando ero solo in macchina. Guidavo e mi veniva come da piangere, mi assaliva questa sensazione e non capivo cos’era. Non sapevo come gestirla, non aveva maniglie, non potevo afferrarla, controllarla, non c’era via d’uscita. Sentivo un peso sul torace e volevo uscire da me stesso, strappandomi la pelle di dosso, scappare! Qualcosa dentro di me era in disordine. Quando cercavo di capire, quando cercavo una spiegazione logica, non trovavo risposta.Razionalmente andava tutto bene. […] queste sensazioni di paura venivano anche di giorno, ma la notte… la notte mi schiacciavano la faccia contro il muro, e mi sembrava di essere preso in ostaggio.