Silvia Nelli – Vita
Chi sceglie di vivere, fa ciò che sente sempre. Ama la vita, i suoi scalini, le vittorie e le sconfitte, sempre e comunque perché non ama rimpiangere.
Chi sceglie di vivere, fa ciò che sente sempre. Ama la vita, i suoi scalini, le vittorie e le sconfitte, sempre e comunque perché non ama rimpiangere.
Dalla vita ho imparato che tutte le cose belle arrivano all’improvviso, che bisogna viverla la vita. Perché se ti chiedi cosa c’è dopo non ti godi il presente. È come se prendessi un libro e ti andassi a leggere l’ultima pagina. Il dopo viene da quello che hai dato, dal bene che hai fatto, dalle persone alle quali hai voluto bene, che hai amato.
A che sarei utile, a che potrei servire? C’è qualcosa dentro di me, ma cos’è?
Io, una donna come tante, una di quelle che spesso versano lacrime per cose stupide. Una di quelle che alle emozioni ci crede davvero. Che ama sentire sulla pelle il calore di un abbraccio e il suono dei baci. Una donna che sa cosa vuole, ma si innamora spesso di ciò che non vuole. Una donna che ha i suoi valori e i suoi principi e viene spesso giudicata per questo, come se ormai a questo mondo fossimo noi le donne “Sbagliate”! Felice di esserlo, perché amo me stessa, con le mie emozioni e i miei valori.
A volte basta poco per scuotere la propria vita. Un solo elemento cambia di posto, e tutto il resto si aggiusta di conseguenza.
La vita è un continuo via vai di emozioni fatta di abbracci, baci, sorrisi, bugie, verità, gioie, dolori e in particolare di tanti altri momenti che hanno un senso solo se li condividi con qualcuno.
In ognuno di noi c’è una parte delicata che se si spezza niente la risana. C’è quella parte chiamata dignità che se toccata ferisce. In ognuno di noi ci sono lati giusti e sbagliati e siamo meravigliosi proprio per questo. Perché potremmo completarci, comprenderci, ascoltarci e imparare l’uno dall’altro. Invece troppo spesso ci fermiamo a ciò che “pensiamo” senza preoccuparci di cosa pensano gli altri. Troppo spesso diventa più facile dire “Poi”… che “Adesso”. E troppo spesso il poi è un “mai” perché si è già deciso.