Silvia Nelli – Vita
È facile voltare lo sguardo altrove, meno facile guardare e provare a fare qualcosa per quelle realtà piùdisagiate.
È facile voltare lo sguardo altrove, meno facile guardare e provare a fare qualcosa per quelle realtà piùdisagiate.
Il mondo è strano: si allarga, si ristringe e poi si riallarga e tu non puoi mai essere sicuro di riuscire a starci bene dentro. Ma quando riesci a stare dentro, devi rubare tutta la vita che puoi. E metterne un po’ da parte, che magari, un giorno, quando avrai bisogno di ricordi, ti servirà quella manciata di vita e ti farà piacere ritrovarti un po’ di sabbia nei capelli. E ti metterai li ad accarezzare il tuo cuore e a lasciarlo parlare.
Se una persona vi dice che vi ama non vi lascerà mai in un angolo ad aspettare. Una persona che davvero ama è quella persona che vuole nel suo letto. Una persona che davvero ama non sopporta l’idea che l’altro/a possa appartenere a qualcun altro/a. Una persona che davvero ama soprattutto laddove sa di essere ricambiata se non sta con voi sappiate che non è amore.
Chi può disporre di molti, vive in uno scarno gomitolo di strade di periferia metropolitana. Ma chi – agli occhi del mondo – è un’isola lontana e può contare su un’unica persona, avrà in concessione un tesoro inestimabile, il suo universo, e ne sarà il centro.
Solo all’ingresso del Paradiso potrai capire se la tua vita poteva essere vissuta meglio di come hai fatto. Nel 50% delle probabilità quello che viene dopo la vita può essere migliore della vita stessa. Se così non fosse? Hai buttato via parte della tua vita senza viverla e senza nessuna possibilità di poterla rivivere.
Si può viaggiare per tutta la vita, ma si “arriva” soltanto nel momento in cui esplorando a fondo noi stessi ci troviamo per davvero, senza più scuse né storie di comodo a giustificare i nostri atteggiamenti e intenti.Il vero viaggio è interiore, perché scopre, riconosce e porta alla luce ogni nostra meraviglia e bellezza.
“La Vita ha un senso concreto se riparto da qui” stava scritto sulla parete scrostata della cella 101 “Dalle pareti umide che mi avvolgevano sin dal grembo materno”