Silvio Ceccato – Sorriso
La giornata persa dell’anno è quella in cui non si è riusciti né a dare né a ricevere un sorriso.
La giornata persa dell’anno è quella in cui non si è riusciti né a dare né a ricevere un sorriso.
Tutto ciò che mi fa stare bene: un tramonto, un sorriso, una mano tesa, un bacio, un gatto che fa le fusa.
La felicità va colta come un fiore… prima che appassisca…
In Italia l’unica istituzione che non sciopera mai è il sole; anzi fa degli straordinari.
Per un giorno vestiamoci da Babbo Natale, regaliamo sorrisi.
Affrontare tutto nella vitaè la chiave per aprire la porta della felicità,affrontare tutto con un sorrisoè il segreto per tenere la porta sempre aperta.
Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di qual orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili. Mi metto a ridere. “Avverto” che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa espressione comica. Il comico è appunto un “avvertimento del contrario”. Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente, s’inganna che, parata così, nascondendo le rughe e le canizie, riesca a trattenere a sé l’amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l’umoristico.