Søren Aabye Kierkegaard – Vita
Imparare qualcosa, non c’è nessuno che lo voglia; essere lusingato, ci sono migliaia e migliaia che lo vogliono.
Imparare qualcosa, non c’è nessuno che lo voglia; essere lusingato, ci sono migliaia e migliaia che lo vogliono.
La gratitudine è un debito che di solito si va accumulando, come succede per i ricatti: più paghi, più te ne chiedono.
Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita ti risponde.
Sussurra al Mondo ciò che sei, ma urla a te stesso per capirti.
Perché avrei dovuto, mi chiedi, perché avresti dovuto? Ma perché la vita esiste, bambino! Mi passa il freddo a dire che la vita esiste, mi passa il sonno, mi sento io la vita. Guarda s’accende una luce. Si odono voci. Qualcuno corre, grida, si dispera. Ma altrove nascono mille, centomila bambini, e mamme di futuri bambini: la vita non ha bisogno né di te né di me. Tu sei morto. Forse muoio anch’io. Ma non conta. Perché la vita non muore.
La pioggia si è posata sul mio capo, il tempo porta via per sempre la mia poesia.
Solo chi supera i propri limiti può considerarsi degno di vivere, gli altri sono inutili.