Soren Kierkegaard – Filosofia
Mettetemi un’etichetta, e mi avrete annullato.
Mettetemi un’etichetta, e mi avrete annullato.
Ciò che noi chiamiamo natura è un poema chiuso in caratteri misteriosi e mirabili. Ma se l’enigma si potesse svelare noi vi conosceremmo l’odissea dello spirito, il quale, per mirabile illusione cercando se stesso, fugge se stesso; poiché si mostra attraverso il mondo sensibile solo come il senso attraverso le parole, solo come, attraverso una nebbia sottile, quella terra della fantasia, alla quale miriamo. Ogni splendido quadro nasce quasi per il fatto che si toglie quella muraglia invisibile che divide il mondo reale dall’Ideale, e non è se non l’apertura, attraverso la quale appaiono nel loro pieno rilievo le forme e le regioni di quel mondo della fantasia, il quale traluce solo imperfettamente attraverso quello reale. La natura per l’artista è non piú di quello che è per il filosofo, cioè solo il mondo ideale che apparisce tra continue limitazioni, o solo il riflesso imperfetto di un mondo, che esiste, non fuori di lui, ma in lui.
Diventa lieve il carico a chi sa ben sopportarlo.
La vita ci mette davanti a un destino che spesso sembra ingiusto, ci colloca a tanto dolore e a dei perché che sovente non hanno risposta. Lei ci fa soffrire e ridere piangendo per entrambe le cose, senza che nessuno ci dia certezze. La certezza che stiamo facendo la cosa giusta per noi e per gli altri. La vita a volte e un grande punto interrogativo?.
La dualità è l’essenza dell’uomo e della vita.
La morte del corpo la cui consistenza è solo veicolo e non motore, di spirito, avviene ogni giorno attraverso nuove consapevolezze ed è allora che dobbiamo abbandonarci al cambiamento, lasciarci plasmare.
Il grembo materno la culla dell’eterno.