Stefano Andreani – Vita
Tutti ad aspettare un passato che non tornerà mai, per questo moriremo soli.
Tutti ad aspettare un passato che non tornerà mai, per questo moriremo soli.
Sì, sono morto, sono tornato. Ho imboccato la luce, carezzava le membra nello stretto cunicolo lucente. Ho librato fuori dal tempo nella luce placato dall’ineluttabile destino. Scia di luce ch’è vita bisognosa di vita per vivere. Volevo abbracciarla migrare con lei nella pace. Il fondo non era chiaro un cerchio catramoso ribollente color pece maleodorante. Il mio volto in un gorgo sorride. È molto più chiara la falsità di quel sorriso che la luce divina. Indosso le ali d’angelo appena donatemi, fuggo dal sentiero lucente. Ho bisogno ancora d’un po’ di tempo.
La vita nasce da un sorriso e muore in una lacrima.
Com’è arduo pensare che un giovane virgulto possa sostenere una quercia. Due sono le possibilità o il virgulto ne rimarrà irrimediabilmente schiacciato o resisterà, ma per il gran peso si piegherà e crescerà piegato e chissà se mai riuscirà a tendere i suoi rami verso l’alto per godere del cielo.
Come nasciamo ce n’è andiamo, la nostra vita è fatta di persone fantastiche che ci vogliono bene e ci amano, ma purtroppo prima o poi anche loro ci lasciano. L’unico modo per andare avanti è farsi forza, credere in se stessi e cercare di non avere mai nessun rimpianto.
Tutto ciò che vorresti semplicemente continui a desiderarlo. Tutto ciò che ti circonda continui a ignorarlo semplicemente sorvoli le eventualità. Tutto ciò che avvolgono i tuoi sentimenti non e altro che un riflesso incondizionato di ciò che vorresti desiderare ma ignorare al tempo stesso le eventualità che ti capitano nel corso della tua vita.
I quarant’anni sono quell’età in cui ci si sente finalmente giovani. Ma è troppo tardi.