Stefano Benni – Libri
Solo i pesci morti vanno con la corrente.
Solo i pesci morti vanno con la corrente.
Tutti abbiamo perso qualcuno o qualcosa, tutti speriamo sia oggi il giorno migliore e verso il confine di ciò che è mai detto si ritroveranno i nostri spiriti come in un libro ancora nel cuore di due scrittori.
Una volta Sam aveva dichiarato a un gruppo di amici stranieri che era più facile avere a che fare con mille mogli afghane che con una sola moglie americana. “Ordini a mille mogli afghane di sedersi e loro si siedono – aveva spiegato – lo ordini a una moglie americana e lei risponde baciami le chiappe”.
Il battito del suo cuore… è… incredibile. Le sue pulsazioni sono diventate così irregolari… a sentirle, comincia a battere il cuore persino a me.
Un cinghiale si scontrò con un guidatore di Suv che andava a centocinquanta. L’animale ebbe la peggio. Il cinghiale invece se la cavò con una zampa rotta.
Jack, non c’è bisogno di aver paura della morte: la morte è un evento molto più comune della vita. Tutti muoiono, ma non tutti vivono veramente. La morte non è la più grande paura che dovresti avere. La tua più grande paura dovrebbe essere rischiare di non essere davvero vivo. Ciò che ha importanza è come vivi, Jack, persino nella morte.
Una nebbia può penetrare dall’esterno e impossessarsi di te; può invaderti. Alla lunga e alta finestra della sua biblioteca (una regale struttura costruita con i frammenti di cemento che un tempo, in un’altra epoca, formavano una rampa d’accesso della Bayshore Freeway), Joseph Adams rifletteva mentre guardava la nebbia, quella del Pacifico. E siccome era sera e sul mondo stava scendendo il buio, quella nebbia lo spaventava quanto l’altra, quella nebbia interiore che non invadeva ma si estendeva e si rimescolava riempiendo ogni parte vuota del suo corpo. Quasi sempre, a quest’ultima nebbia si dava il nome di solitudine.