Stefano Del Degan – Desiderio
Del Desiderio, non farne una Proiezione… ma una Semina.
Del Desiderio, non farne una Proiezione… ma una Semina.
Lei è così non puoi odiarla perché ne hai bisogno, non puoi averla perché già ti appartiene, non puoi abituarti a lei perché fiorisce ed appassisce in continuazione. Corrotti nel corpo e nell’anima, fino al midollo. Sublime, maledetto, congenito tarlo.
Quando desideri davvero qualcosa… quel qualcosa non conosce alcun tipo di ostacolo.
Con lo sguardo rivolto verso il cielo vado in cerca di una stella che possa illuminare questa lunga notte.
L’anima fatica ad addomesticare il cuore, la ragione lo induce a riflettere gli occhi a fargli luce, inutilmente! Lui galoppa come un puledro selvatico saltando tutti gli ostacoli lo fa perché domato dalla passione!
Tra le paludi, dove il pantano disorienta e l’ignoto domina il sentiero scelto, miscelando confuse e caotiche impronte, il cammino si fa più faticoso sui saliscendi del quotidiano.Avvolto dalle nebbie il “Nulla” impera, all’occhio incompleto del frenetico mortale, ma colui che aspetterà nuova leggera brezza troverà dapprima uno sconosciuto senza nome, ricoperto di mistiche fattezze; ma osservando l’acqua che passa sotto i ponti e ascoltando l’eco del profondo, ritroverà chi regna nel “Esistere”.
Ho tanto e non voglio troppo ma intanto aspiro al tutto!